JURI CECCOTTI...In termini semiotici la foto di partenza è la fonte, la trasposizione pittorica nella tela è il canale su cui la fonte trasmette il messaggio, e la tela è il destinatario... |
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martedì, 27 febbraio 07 13:22
LA BIOGRAFIA DI JURI CECCOTTIJuri Ceccotti Nato a Pisa il 08-07-1980, si diploma nel corso Accademia del Liceo Artistico Statale di Lucca nel 1998. Si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze dove frequenta i primi due anni di corso, per poi trasferirsi nel 2000 all'Accademia di Belle Arti di Carrara dove frequenta il corso di pittura del prof. Omar Galliani. Si laurea nel 2004 in Pittura, presentando una tesi di St. dell'Arte con la prof. sa Anna Vittoria Laghi dal titolo "Iconografia del movimento, percorso grafodinamico tra occhio e obiettivo", raggiungendo la valutazione di 110 e lode. Durante il percorso accademico frequenta a Firenze, tra gli altri, i corsi di Teoria dei Mass Media del prof. Corradini e quello di Fotografia, e a Carrara i corsi di Incisione della prof. sa Bombardi e Tecniche del Fumetto tenuto dai prof. ori Ivo Milazzo e Simone Bianchi. Tra le sue esperienze espositive nel 2004 è presente a Lecco nei finalisti della 9 edizione del "Premio Morlotti" a cura di Giorgio Seveso e partecipa a Milano a "Kermesse2004" tra i finalisti del "Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana" curato da Alessandro Riva (www.italianfactory.it ) dal quale viene invitato a partecipare, nella sezione fuori-concorso, alla seconda edizione del premio tenutasi a Milano nel 2006. Dopo una serie di studi sul pixel, arriva ai recenti lavori nei quali realizza ritratti di grandi dimensioni (171x145cm) ad acrilico su tela utilizzando due foto dello stesso soggetto che vengono riportate nella tela attraverso una griglia, dividendo quindi il lavoro in giornate come nella tecnica dellaffresco, portando alla fine ogni giornata prima di passare alla successiva. Il soggetto viene dipinto capovolto, come erano soliti fare alcuni esponenti dell'iperrealismo, per permettere, assieme alla divisione in settori, una stesura del colore pressoché meccanica e oggettiva. Prima di riportare l'immagine nella tela, la griglia viene alterata, spostando più o meno i settori dalla loro posizione iniziale, innescando una reazione a catena che rende impossibile controllarne l'esito, il quale si rivela in prossimità della fine, senza avere quindi l'interesse ad esercitare un gusto estetico nel risultato finale. In termini semiotici la foto di partenza è la fonte, la trasposizione pittorica nella tela è il canale su cui la fonte trasmette il messaggio, e la tela è il destinatario. La scomposizione può identificarsi in quello che viene definito il rumore, il disturbo che altera il messaggio o il significante, rendendo più o meno ambiguo il significato. Le due immagini fotografiche di partenza si distribuiscono sulla tela, intersecandosi, e richiamando esteticamente il disturbo del segnale digitale dove i frame o fotogrammi si accavallano, ottenendo una trasposizione alterata dell'immagine e una corrispondente vacuità degli espedienti illusionistici pittorici, attraverso un procedimento di "non-senso" che può durare fino a due mesi ad immagine. Attualmente vive e lavora a San Casciano (Pisa). Esposizioni
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